America Latina: Messico

Oggi vi voglio parlare di uno dei viaggi per me più significativi. Ho intrapreso quell’avventura un paio di anni fa in un momento duro della mia vita. Mia nonna Rita, la mia nonna nonché seconda madre, era venuta a mancare ed il vuoto che provavo era grande. I viaggi per me sono conoscenza ma servono anche a lenire le ferite mostrando agli occhi ed al cuore che la vita continua e lo fa in un modo meraviglioso. Ho deciso di partire alla volta del Messico in un periodo particolare, in occasione della famosa festa Dia de Muertos.

Avevo letto tempo prima di questa festa molto particolare e ne ero rimasta affascinata, dopo la morte di mia nonna ho deciso che il momento di andare a vedere di persona era arrivato. Sappiate la Dia de Muertos si svolge, ovviamente, nei giorni 1 e 2 novembre un po’ in tutto il Messico e non solo. Pensate che anche in altri Paesi dell’America Latina ci sono festeggiamenti importanti così come negli Stati Uniti all’interno delle comunità messicane. Veniamo a noi ed al racconto del mio, indimenticabile viaggio.

Sono partita da Milano il 30 ottobre via Amsterdam con la KLM, ottima compagnia che consiglio senza ombra di dubbio. La mia prima meta era Città del Messico. Premetto che ho deciso, forse anche con un pizzico di follia persino sopra la mia media, di concentrarmi proprio ad inseguire i festeggiamenti di questa festa lasciando, per il futuro, un itinerario più articolato che certamente organizzerò non appena ne avrò modo. In quel momento il mio cuore era ferito, probabilmente avevo la necessità anche di esorcizzare la morte e le paure a lei legate. Avevo prenotato una sorta di pensioncina nella zona di Coyoacan, zona assolutamente valida e strategica anche per chi, come me, viaggia da solo. Il proprietario è stato gentilissimo e disponibile e, come ulteriore punto a favore, è pieno di locali e piccoli ristoranti economici nelle immediate vicinanze.

L’unica tappa obbligata che mi ero prefissata è stato il Museo Antropologico di Città del Messico, da appassionata di cultura Maya non potevo mancarlo! Ammetto che la visita è stata abbastanza stancante in quanto, in tutto, nel Museo sono presenti ben 23 sale tematiche ma ne vale assolutamente la pena, anche solo per vedere il famoso “calendario atzeco”, vero nome di battesimo Piedra del Sol, un monolite di ben 25 tonnellate. Il resto della giornata l’ho passato a passare, pigramente, tra le strade bellissime della città.

Ho deciso di andare fare ritorno presto alla mia pensione per essere in gran forma per i festeggiamenti della notte seguente. Difficile raccontare a parole le emozioni che ho vissuto, ho festeggiato in un cimitero addobbato a festa che è rimasto aperto tutta la notte, ho fotografato adulti e bambini, giovani ed anziani, truccati e vestiti da “mostri”, ho mangiato cibo buonissimo per strada, ho ballato insieme ai messicani festeggiando qualcosa che, nella nostra cultura di stampo ancora medioevale, in Italia è praticamente inconcepibile. Di fatto, in Messico, si festeggia la morte vista proprio come un passaggio gioioso ed un filo diretto, secondo la tradizione animista, proprio tra il mondo dei vivi ed il mondo dei morti. Di questo avevo bisogno, anche, forse, per cercare un barlume di speranza. Il 3 novembre sono ripartita verso casa e, stavolta, il mio cuore volava alla stessa quota dell’aereo.